Chiara e
Tommaso

11 Giugno 2027

La nostra Storia

Care Lettrici e cari Lettori, cari amici e parenti…

chi scrive è stata testimone di molti corteggiamenti, ma nulla scalda il cuore quanto una storia che sfida le leggi del destino e che unisce due anime così diverse, eppure così belle l'una per l'altra.
Si dice che gli opposti si attraggano, proprio come la roccia e il mare: lui, una montagna salda e forte; lei, mare impetuoso, inquieto e luminoso che trova pace solo ai piedi della sua vetta.
Ma ogni grande storia merita di essere raccontata dal principio. E allora, cari Lettori, accomodatevi: è tempo di ripercorrere i capitoli di questo piccolo e audace romanzo.

Capitolo I - Il Primo Incontro

Dimenticate i balli a corte, questa storia è iniziata tra le carrozze (o forse i tram?) di Porta Genova, a Milano, il 28 maggio del 2022.
Se oggi siamo qui a raccontarla, una parte del merito va attribuita a Don Marco Leo, inconsapevole architetto di questa storia.

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Ebbene…La nostra sposa, “Pocina” per il suo futuro marito, lanciò una sfida:

"Marco, facciamo una cena: io invito le mie amiche, tu i tuoi amici e vediamo cosa succede".

Cari Lettori, diciamolo subito: fu un fiasco totale. Quella cena non fece nascere nessuna coppia... tranne l’unica che contava davvero. Mentre le amiche della sposa e gli amici di Marco si guardavano con lo stesso entusiasmo di chi aspetta l’autobus sotto la pioggia, tra un brindisi, una battuta e qualche sguardo un po’ più lungo del necessario, il Poci e la sua Pocina si erano scelti.
Nessuno avrebbe potuto immaginare che quell'incontro avrebbe portato prima a una partita a biliardo – vinta dalla nostra coppia – e poi a qualcosa di infinitamente più grande. Una storia, una casa e un anniversario destinato a essere celebrato per sempre ogni 18 settembre.

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Capitolo II - Il Sogno di una Casa Comune

Dopo aver trasformato la “Pocina Terrun” in Veneta e il “Poci Vichingo” in Salentino…

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…il desiderio di unire i propri destini si fece concreto nel 2024, quando i due decisero di andare a vivere insieme, prima in affitto a Milano e poi di comprare casa.
La ricerca non fu priva di insidie: iniziarono le perlustrazioni e, dopo mesi di timori di vivere in una casa di plastica della Chicco, gentilmente collocata nel giardino di qualche famiglia milanese, il 12 maggio 2025 la loro proposta ad una casa venne finalmente accettata.
Il 10 luglio fu firmato il compromesso e le chiavi del loro futuro vennero finalmente consegnate nelle loro mani.

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Capitolo III - Tra Vigne e Progetti

Mentre lei raggiungeva l'ambitissimo titolo di Sommelier di terzo livello (preparandosi a distinguere ogni sfumatura di rubino e rosso)…

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…i lavori per il loro nido d’amore iniziarono.

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Con l’inizio ufficiale della ristrutturazione, ogni pavimento scelto e ogni pietra posata divennero un piccolo passo verso quel “per sempre”.
Ah… quasi dimenticavo!
Gli sposi desiderano ringraziare tutte le persone che hanno dato un contributo speciale affinché il loro nido d’amore diventasse realtà!
A voi va un enorme, sincero e affettuosissimo:
GRAZIE DI CUORE, VI VOGLIAMO BENE!

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Capitolo IV - La Proposta a 2200 metri.

Il Gran Finale (o l’inizio?)

Ed eccoci, cari Lettori, al momento che stavate aspettando. Quel momento è arrivato nel cuore dell'inverno, ma con un’atmosfera di pura primavera nel cuore.

Tutto è cominciato il 1° gennaio 2026, davanti alle Tre Cime di Lavaredo.

La Pocina, forse travolta dall’emozione per il nuovo anno, scivolò su una lastra di ghiaccio, sbattendo la testa — salutando così per sempre gli ultimi neuroni rimasti — ma soprattutto il sedere. Questa caduta la costrinse a due giorni di riposo forzato per i forti dolori.
Tra le parole incomprensibili, l’ira funesta e varie allucinazioni, il nostro Poci affrontava nel frattempo un problema di non poco conto: aveva in tasca l’anello di fidanzamento e zero idee su come uscire vivo da quella situazione.

Così, con la scusa di «fare due passi» – ma secondo questa autrice per scappare dall’hotel e non sentire le imprecazioni della Pocina – iniziò a perlustrare segretamente i sentieri più facili, pregando in aramaico e dialetto veneto che lei tornasse in sé.
Passavano i giorni, ma i dolori di lei aumentavano.
Finché, non si sa per quale strana stregoneria, il 4 gennaio lei si svegliò alle 8 del mattino e, con la delicatezza e la grazia di un nano delle montagne appena uscito da una miniera, esclamò:

«Basta! Sono guarita! Andiamo a fare sci di fondo!».

Il Poci non sapeva se ridere, piangere o chiamare uno psichiatra.
Dopo aver provato a convincerla che lo sci di fondo con il coccige disintegrato non era un’idea eccezionale, le propose una semplice passeggiata, che lui ovviamente aveva già testato nei giorni precedenti.
Arrivati a 2.200 metri di altitudine lungo il sentiero che sale verso il Monte Specie, avvolti dalla maestosità del Monte Cristallo e della Croda Rossa, il Poci si fermò, si inginocchiò e, sotto quel cielo azzurro, chiese alla sua Pocina di diventare sua moglie.

Questa autrice, davanti a tanta dolcezza, può soltanto aggiungere:

P.S. Che botta di c…!!!

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E adesso?

Con i lavori a casa conclusi e i calici pronti a essere colmati (specialmente per i nostri cari amici Veneti!), non ci resta che un altro grandioso capitolo da scrivere.
I nostri ragazzi aspettano il grande giorno per dirsi il "Sì" più bello della loro vita…

Cosa dobbiamo aspettarci ora?

Sicuramente un matrimonio dove il vino scorrerà più veloce delle chiacchiere a corte, sappiamo che gli astemi faranno un corso di recupero avanzato (auguri!).
Ma soprattutto sappiamo che la sposa si aspetta un matrimonio ricco di emozioni, danze, amici e parenti, mentre il Pocino ha chiesto alla Location Manager:

“un matrimonio ricco di…cascate di frutta e un trionfo di dolci ovunque” (non scherzo!)

Dunque, preparate i vostri abiti migliori e i vostri brindisi: è ora di sposarsi in una...cantina!!! Scherzo! In una pasticceria!! Scherzo!!! Ad un banco dell'ortofrutta! Ci siamo andati vicini, ma scherzo!!

Lascio a voi vedere il dove (che questa autrice non vede l’ora di dirvi!).

Vostra per sempre,

Una di voi.

La Cappella Sistina del Sud: dove la Fede incontra l’arte

Quale notizia scuote i cuori di tutta la contea!
Se c’è una cosa che questa autrice apprezza quasi quanto un segreto ben custodito, è certamente il luogo della cerimonia.
Pare che lo scambio delle promesse nuziali avverrà nella maestosa Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, a Galatina.

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Cari Lettori, dimenticate per un momento l’idea di una semplice chiesa. Entrare in questa Basilica significa entrare dentro un racconto. Le pareti sembrano dissolversi sotto la potenza degli affreschi; figure, colori e storie accompagnano lo sguardo ovunque si posi, fino a dare l’impressione che l’intera Basilica sia un enorme libro illustrato rimasto aperto attraverso i secoli. Il gotico incontra qui l’anima del Salento in un’unione sorprendente e armoniosa.

INDIRIZZO: Via Raimondello Orsini, 15, 73013 Galatina (LE). Mappa

Per saperne di più: BASILICA DI SANTA CATERINA | I Luoghi del Cuore - FAI

Dove parcheggiare: Piazza Dante Alighieri, un'area molto comoda dotata di strisce blu e parcometri. Da qui puoi raggiungere la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria in circa 5 minuti a piedi. Un’alternativa è il Parcheggio di Via Ippolito De Maria. Si tratta di un'ampia area piazzale gratuita situata poco oltre la circonvallazione, distante circa 10 minuti a piedi dalla Basilica. Oppure il Parcheggio Via Caracciolo, situato lungo la circonvallazione vicina al centro storico, dista circa 6-7 minuti a piedi dalla Basilica.

Attenzione

Quando si visita Galatina c'è un errore comune in cui cadono molti turisti: confondere la Chiesa di San Paolo con la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria. Sebbene si trovino a pochi minuti di cammino l'una dall'altra nel centro storico, raccontano due epoche e atmosfere diverse della città. Una è “la Cappella delle Tarantate” l’altra è “l’Assisi del Sud”.

Una Basilica, molte storie

La Basilica di Santa Caterina d’Alessandria fu edificata tra la fine del XIV secolo per volontà di Raimondello Orsini del Balzo. E naturalmente, cari Lettori, un luogo simile non poteva essere privo di una leggenda. Si racconta che Raimondello, durante un pellegrinaggio al Monte Sinai, volle rendere omaggio alle reliquie di Santa Caterina. La devozione, a quanto pare, prese però una piega decisamente singolare: secondo la tradizione, nel baciarne la mano riuscì a staccare con un morso un dito della Santa, portandolo poi con sé nel Salento. La reliquia sarebbe ancora custodita nella Basilica. Un gesto di fede, certamente. Forse anche un filo eccessivo. Ma decisamente memorabile.

La Cappella Sistina del Sud

Una volta entrati, ricordatevi di alzare lo sguardo. Le pareti e le volte sono ricoperte da uno straordinario ciclo di affreschi, realizzato anche grazie all’impulso di Maria d’Enghien, moglie di Raimondello. Genesi, Apocalisse, episodi della vita di Cristo e di Santa Caterina si susseguono trasformando l’interno in un universo di immagini. Insomma: mentre aspettate l’arrivo della Sposa, avrete parecchio da guardare.

Un Segreto Goloso per i nostri Ospiti

Attenzione miei cari! Mentre il vostro spirito si nutre d’arte, non dimenticate che anche il corpo reclama i suoi piaceri. Proprio a pochi passi dalla Basilica risiede un tempio della gola che non potete ignorare: la storica Pasticceria Ascalone. Si dice — e questa autrice non sbaglia mai — che sia stato proprio qui che abbiano inventato l'originale, l'unico, l'inimitabile Pasticciotto. Se desiderate fare scorta prima di ripartire, ascoltate il mio consiglio: chiamate per prenotarli, o rischierete di non trovarli!

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Masseria San Lorenzo

Cari Lettori, una volta conclusa la solenne cerimonia, il protocollo – e un certo languore – impongono uno spostamento verso un luogo che non è solo una struttura, ma un vero e proprio archivio di pietra.
Parliamo della “Masseria San Lorenzo”.

Localizzazione: Via Flora Francesco, 1, 73100 Lecce (LE)

La distanza tra la Basilica e la Masseria richiede un tempo di percorrenza di circa 25 minuti.

La Masseria San Lorenzo è una dimora storica dove il passato non è stato cancellato, ma dialoga armoniosamente con il presente. Originariamente fulcro di un vasto podere appartenente a una Famiglia Nobiliare, la struttura è stata sottoposta a un restauro conservativo che ne ha preservato intatto il fascino secolare.

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All’interno di questa Masseria troverete:

L’Aia Antica: Dove il grano veniva battuto secondo metodi arcaici.

La Corte Fortificata: Vero cuore operativo e difensivo della vita quotidiana del 400.

La Cava Storica: Il sito d'estrazione della pietra impiegata per l'edificazione stessa della Masseria.

L'elemento più intrigante – e che ha già scatenato la curiosità di questa autrice – è indubbiamente la struttura ipogea, situata una volta entrati in Masseria. Esaminando l’eco delle epoche passate, si scopre un ambiente che ha spesso cambiato funzione: da neviera per la conservazione del ghiaccio a cripta, poi farmacia e infine cisterna d’acqua.

Gli Sposi sono felici di proporre, a chi fosse interessato, una breve visita guidata in attesa del loro arrivo.

La Visita: All'entrata della Masseria troverete del personale specializzato incaricato di fornire le coordinate storiche necessarie per comprendere il sito.

Tempistiche: La durata dell'ispezione è stimata in circa 5/6 minuti. Basta scendere alcuni gradini ed entrerete direttamente nel sito. La bellezza del luogo ne giustifica la visita.

Analisi Logistica per gli Ospiti

Ringrazio la precedente autrice per averci intrattenuto con amori, tramonti, affreschi e pasticciotti. È stata congedata. Da questo momento assumo il controllo io. Dove lei vede fiori, io vedo sistemi di visione, algoritmi e robot. Dove lei vede nastri, io vedo coordinate. Dove lei vede il romanticismo di un viaggio verso il Salento, io vedo tempi di percorrenza, coincidenze e probabilità statistiche di smarrire un invitato lungo la SS16.

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Dunque mi presento, sono il vostro AUTORE e ho applicato il mio metodo deduttivo alla questione del vostro arrivo nel Salento. Ho analizzato le rotte, i tempi di percorrenza e i trasporti locali per raggiungere la Puglia.

Analisi delle rotte

Se la vostra dimora si trova oltre i confini della Puglia, i dati suggeriscono 3 metodi d’approccio:

Aeroplano: L'aeroporto di Brindisi, alias Aeroporto del Salento, si trova a circa 45 minuti da Galatina e 30 minuti da Lecce.

Treno: l'Alta Velocità arriva comodamente alla stazione di Lecce.

Autovettura: il Salento è raggiungibile in auto attraverso autostrade fino a Bari e poi prendendo la superstrada Brindisi-Lecce. Una volta giunti a Lecce se volete andare a Galatina imboccate la Tangenziale Ovest di Lecce, cercate l'uscita per la S.S. 476 in direzione Galatina e in meno di 30 minuti siete arrivati.

Una volta giunti a Lecce: Il Dilemma del Trasporto

Una volta giunti a Lecce, i fatti parlano chiaro: la mobilità pubblica è un enigma senza soluzione.
Le alternative sono:

1. Noleggio di un’auto (soluzione ottimale),

2. Asini o cavalli (Soluzione pittoresca).

La cerimonia e il luogo del ricevimento distano circa 30 minuti l'uno dall'altro, consiglio autonomia nel movimento. Dunque, se desiderate noleggiare un’auto troverete uffici di noleggio pronti a servirvi sia presso l’Aeroporto di Brindisi che nei pressi della Stazione di Lecce. Vi consiglio vivamente di prenotare la vostra vettura con largo anticipo.

L’Arte dell’Essere Se Stessi: Il Vostro Stile

Carissimi Lettori…

ma soprattutto, diciamolo…

mie Carissime Lettrici.

Per questo giorno gli Sposi hanno espresso un desiderio molto semplice: sentitevi belli, ma soprattutto sentitevi voi stessi.

La coppia non cerca uniformità, ma autenticità. Nessun dress-code, nessun obbligo di indossare qualche colore o tema di matrimonio. Nessun test di armocromia vi giudicherà.

Che il vostro stile sia romantico, classico, audace, minimale o meravigliosamente stravagante, scegliete qualcosa che vi faccia sentire eleganti e soprattutto comodi e a vostro agio.
La coppia desidera vedervi splendere, ciascuno a modo proprio.

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Le Leggi Inviolabili del Gusto

Tuttavia, non lasciatevi ingannare dalla parola libertà. Anche il più libero dei balli ha bisogno di conoscere il ritmo della musica e, soprattutto quando si entra in un luogo sacro come la Basilica di Santa Caterina, l’eleganza più bella è quella più appropriata al contesto. Non occorre rinunciare alla propria personalità: basta ricordare che il vero stile sa essere affascinante senza perdere il decoro.

Un Inno alla Luce

Riservando il bianco per la nostra Sposa (ma questo è scontato), lasciatevi ispirare, se vi va, dai colori che vi stanno meglio! Se proprio non vi vengono in mente questa autrice vi suggerisce le sfumature vibranti dei tramonti salentini, le tinte pastello che richiamano i fiori delle campagne e l'azzurro del cielo e del mare. Portate un po’ della luce del Salento nei vostri abiti, affinché entrando in Basilica sembri quasi di vedere un prato in fiore sotto il cielo della Puglia.

Un appello all’illustre Padre dello Sposo:

Caro Padre dello Sposo…
udite bene. Sappiamo che le vette vi chiamano e che le vostre fedelissime scarpe da montagna vi hanno accompagnato in mille salite, sentieri e imprese memorabili!
Ma temo che gli scarponi possano risultare poco adatti ai gradini della Basilica e, soprattutto, drammaticamente inefficienti quando arriverà il momento di ballare la pizzica con la Sposa.
Per una volta, dunque, lasciate riposare l’attrezzatura da montagna.
La prossima grande impresa richiede scarpe eleganti.
E una certa resistenza sulla pista da ballo.

Un appello all’illustre Padre della Sposa:

Caro Padre della Sposa…
sappiamo bene quanto forte sia il richiamo del mare e quanto difficile possa essere separarsi dalla propria imbarcazione. Ma, almeno per questo giorno, confidiamo che possiate lasciare cime, timone e abbigliamento da navigazione al loro meritato riposo per indossare qualcosa di degno del vostro rango.
La vostra “Iaia di Papà” – mi giunge voce che sia così che amate chiamarla – merita di avere al proprio fianco, nel momento in cui percorrerà la navata, un cavaliere d’eccezione. E qualcosa ci dice che sarete perfettamente all’altezza del compito.

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Questa autrice vi adora!

Il ritmo nel cuore

Miei cari Lettori — e soprattutto mie intrepide Lettrici — è giunto il momento di svelarvi in che modo gli Sposi intendano scuotere la polvere dai vostri abiti da sera.
Quando il sole avrà iniziato a scendere sul Salento, i calici saranno stati generosamente riempiti — e, confidiamo, altrettanto generosamente svuotati — nell’aria comincerà a risuonare un suono inconfondibile.
Prima lontano.
Poi sempre più vicino.
Il battito del tamburello.
Preparatevi, perché a un certo punto ogni tentativo di mantenere il contegno sarà inutile: verrete trascinati nel ritmo più antico e irresistibile di questa terra.
La Pizzica. E poiché questa autrice si rifiuta categoricamente di vedervi arrivare impreparati sulla pista da ballo, permettetemi di raccontarvi qualcosa della sua storia.

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Quando danzare significava guarire

La pizzica affonda le proprie radici nella cultura popolare salentina ed è profondamente legata al fenomeno del tarantismo. Secondo la tradizione, alcune donne — spesso durante il lavoro nei campi — sarebbero state morse dalla taranta e sarebbero precipitate in uno stato di profonda agitazione, prostrazione o trance. Per guarire occorreva danzare. E non qualche timido passo, miei cari. Si danzava freneticamente, accompagnati dal ritmo incessante di tamburelli, violini e altri strumenti, fino allo sfinimento. Il corpo doveva espellere simbolicamente il veleno attraverso il movimento. Un esorcismo musicale. Una lotta combattuta non con spade, ma a colpi di ritmo, piedi nudi e gonne vorticosamente sollevate dal vento.
Le interpretazioni moderne - e qui devo riportare una nota che mi è stata suggerita dalla nostra Sposa - hanno ricondotto il tarantismo a fenomeni sociali, culturali e psicologici ben più complessi rispetto al semplice morso di un ragno. Questa autrice, tuttavia, continuerà a preferire la versione con i tamburelli.

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Il legame tra un Santo e il veleno più temuto del Sud

Ma sapevate, cari Lettori, che proprio Galatina occupa un posto speciale nella storia del tarantismo?
Secondo la tradizione, San Paolo era considerato il protettore delle persone colpite dal morso della taranta. Per questo, nel periodo della festa dei Santi Pietro e Paolo, molte tarantate raggiungevano la piccola Cappella di San Paolo, nel cuore di Galatina, in cerca di guarigione.
Dopo giorni di musica e danza, il rito poteva concludersi proprio lì, dove le donne invocavano la grazia del Santo e bevevano l’acqua del pozzo legato alla tradizione.
Pensateci quando attraverserete le strade della città. Là dove oggi troverete bar, tavolini, pasticciotti e invitati elegantemente vestiti, per secoli hanno risuonato tamburelli, preghiere e passi di danza.
Il Salento ha una straordinaria capacità di fare questo: lasciare che il passato sopravviva nel presente senza mai trasformarsi in museo.
E oggi quel ritmo continua a vivere nelle feste popolari, nelle piazze e nei grandi eventi musicali della tradizione salentina.

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La Danza del Corteggiamento

Ma non lasciatevi ingannare dalla sua natura terapeutica. La pizzica che balleremo al matrimonio non richiederà né ragni né esorcismi. Al massimo una discreta resistenza fisica.

Nella sua forma più giocosa, la pizzica diventa un elegante corteggiamento danzato.
Lei si avvicina.
Lui la segue.
Lei fugge.
Lui prova a raggiungerla.
Poi uno sguardo, una giravolta, un fazzoletto agitato nell’aria e di nuovo le distanze si allungano.
Il bello è proprio questo: ci si cerca senza necessariamente toccarsi.
Un dialogo fatto di movimento, sguardi, provocazioni e sorrisi.
Una sfida di grazia e resistenza.
Un gioco di distanze che, se fatto bene, riuscirebbe a far arrossire persino questa autrice.
Perciò allenate le gambe.
Gli Sposi non accetteranno spettatori!

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Dunque: siete pronti a vedere la Sposa ma soprattutto lo Sposo ballare la Pizzica?

Salento, ripetiamo tutti insieme: lu sule, lu mare e lu ientu

Poiché la vostra autrice non sopporterebbe di sapervi smarriti tra le campagne senza una guida degna di nota, ecco una Mini Guida per navigare tra le meraviglie del Tacco d'Italia.

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Città & Borghi

Spiagge (libere e con lidi)

Baia e scogliera

Posti da non perdere

Posti per Aperitivo

Cosa Mangiare in Salento

In Salento…

Andate oltre l’azzurro

Lo sappiamo. Il mare salentino ha una certa tendenza al protagonismo. E, con quelle sfumature di blu, è anche difficile dargli torto. Ma sarebbe un peccato arrivare fin quaggiù e pensare che il Salento finisca sulla battigia. Questa è una terra fatta di mare, certamente, ma anche di pietra, ulivi, masserie, grotte, borghi, cattedrali, mosaici, frantoi nascosti sotto terra e strade di campagna che sembrano condurre sempre verso qualche storia. C’è Otranto, affacciata sull’Adriatico con la sua Cattedrale e il sorprendente mosaico pavimentale medievale. C’è Porto Badisco, dove la Grotta dei Cervi custodisce migliaia di testimonianze dell’arte preistorica. C’è Castro, sospesa sul mare e legata da secoli al racconto dell’approdo di Enea sulle coste del Salento. C’è la Grotta della Zinzulusa, scavata nella roccia calcarea e affacciata sul mare. C’è Porto Selvaggio, dove pineta, scogli e acqua si incontrano in uno dei paesaggi più belli della costa ionica. E poi ci sono le pajare di pietra, i frantoi ipogei, le masserie, i piccoli paesi dove il tempo sembra essersi dimenticato di correre. E infine, naturalmente, quei tramonti che incendiano la terra rossa fino a farvi dimenticare per qualche minuto dove avete lasciato il telefono. Il mare è meraviglioso. Ma il Salento comincia proprio quando decidete di guardare un po’ più in là. Cercate la bellezza nei posti giusti. Lei saprà farsi trovare.

In Salento segui il vento

Cari amici, questa è forse la regola più importante di tutte. Abbandonate ogni illusione di controllo. In Salento non siete voi a scegliere la spiaggia. È il vento. La penisola salentina vive tra due mari: lo Ionio, a occidente, e l’Adriatico, a oriente. Questa geografia è la nostra fortuna, perché significa che molto spesso, quando un versante è agitato, sull’altro potreste trovare un mare completamente diverso. Il trucco dei salentini consiste proprio nell’imparare a sentire il vento prima ancora di mettere il costume. In linea generale, quando soffia la Tramontana, lo Ionio può offrirvi condizioni più favorevoli. Quando arriva lo Scirocco, spesso è meglio guardare verso l’Adriatico. Ma poiché questa autrice non intende assumersi alcuna responsabilità per capelli spettinati, ombrelloni dispersi o bagni trasformati in traversate oceaniche, il consiglio è semplicissimo: controllate il vento la mattina. Possibilmente davanti a un caffè in ghiaccio con latte di mandorla. Scaricate un’app meteorologica, chiedete a un salentino o consultate uno dei tanti profili locali (@salentoventiemari) che ogni giorno suggeriscono la costa migliore. E poi fidatevi. Il vento, qui, sa sempre qualcosa che voi non sapete.

In Salento non “fa caldo” qui fa “Faugnu”.

Dimenticate la semplice espressione: «Oggi fa caldo». Troppo semplice. Troppo settentrionale. Qui esiste “lu faugnu”. Quell’aria calda, pesante e avvolgente che sembra posarsi sulla pelle e accompagnarvi anche quando il sole è già tramontato. È inutile combatterlo. Il faugnu vince sempre. Vestitevi leggeri, cercate l’ombra, bevete molto — e con “bevute molto” questa autrice, almeno per una volta, intende anche acqua — e accettate l’idea che il Salento, d’estate, vi abbracci con una certa intensità. Fa parte dell’esperienza.

In Salento si vive di Caffè & Cortesia

Nel Salento il tempo segue un ritmo tutto suo. Se siete alla ricerca dell’efficienza tedesca, potreste vivere inizialmente qualche momento di smarrimento. Ma non commettete l’errore di pensare che i salentini siano lenti. Sono riflessivi. Le cose si fanno. Solo che, prima, magari si prende un caffè. Poi si parla. Poi si scopre che vostro nonno conosceva il cugino della persona con cui state parlando. Poi arriva qualcun altro. A quel punto si prende un altro caffè. E infine, con assoluta naturalezza, si risolve il problema. Chiedete un’informazione per strada e potreste ricevere non soltanto la direzione, ma anche la storia del quartiere, un consiglio su dove mangiare e, nei casi più fortunati, un invito a casa. Perché da queste parti vale ancora una regola semplice: se non siamo parenti, probabilmente siamo compari. Quindi respirate. Togliete almeno idealmente l’orologio milanese. E lasciate che, per qualche giorno, il tempo smetta di essere qualcosa da inseguire.

Il Salento è diventato troppo caro?

Sì, cari Lettori. Anche il paradiso ha scoperto l’inflazione. Le località più celebri e i ristoranti più ricercati possono raggiungere prezzi considerevoli, specialmente quando si parla di pesce. Ma c’è ancora un Salento autentico, semplice e meravigliosamente accessibile. Allontanatevi dalle mete più inflazionate. Cercate trattorie, agriturismi e masserie. Entrate nei posti in cui vedete seduti i salentini. E se proprio desiderate comprare del pesce fresco, rivolgetevi direttamente alla Sposa. Lei saprà indicarvi esattamente dove andare. Naturalmente non garantiamo che l’orario suggerito sia compatibile con la vostra idea di vacanza. Potrebbe infatti pronunciare, con assoluta naturalezza, le parole: «Andate alle cinque del mattino, quando rientrano i pescherecci». In quel caso, cari Lettori, fate la vostra scelta. Questa autrice non giudicherà nessuno.

La più bella fuga d’amore

Carissimi Lettori,
la vostra presenza sarà già il regalo più importante che gli Sposi possano ricevere. Avervi accanto mentre pronunceranno il loro Sì, brindare insieme, ridere, ballare e ritrovarsi circondati dalle persone che hanno attraversato le loro vite vale, per loro, più di qualunque dono.
Eppure sappiamo che molti di voi desidereranno comunque lasciare un pensiero. E allora permetteteci di raccontarvi ciò che questa coppia desidera davvero.
Non argenteria. Non servizi di porcellana destinati a trascorrere il resto dei propri giorni dentro una credenza. Non oggetti perfettamente inutili che gli Sposi sarebbero poi costretti a ringraziarvi fingendo un entusiasmo sovrumano. Loro desiderano partire.

Dopo aver costruito una casa, vogliono continuare a costruire ricordi. Vogliono svegliarsi dall’altra parte del mondo, perdersi in strade che ancora non conoscono, riempire gli occhi di nuovi paesaggi e aggiungere altre pagine al romanzo che avete appena letto. Per questo, se desidererete accompagnarli con un regalo, il vostro pensiero contribuirà al loro… Viaggio di Nozze.
E qualora questo meraviglioso viaggio dovesse splendere di luce propria, ogni pensiero sarà il vento che gonfierà le vele per le prossime ed entusiasmanti pagine della vita che verranno dopo. Perché ogni viaggio finisce. Ma una vita insieme, se si ha fortuna, continua a offrire nuovi orizzonti.
Grazie, dunque, per essere stati parte della loro storia. E grazie per tutto ciò che continuerete a rappresentare nelle pagine che ancora devono essere scritte.

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Coordinate bancarie

Intestatario: CHEMELLO TOMMASO, CARRIERO MARIA CHIARA

Banca: BANCO BPM

IBAN: IT21K0503401753000000171713

Permettetemi un ultimo pensiero…

Forse non esiste regalo più bello del sapere di aver soffiato, almeno per un istante, sulle vele di qualcuno che amiamo. Molti di voi lo fanno già da anni. Avete accompagnato uno dei due prima ancora che l’altro esistesse nella sua vita. Avete assistito ai cambiamenti, ai progetti, agli inciampi, alle partenze e ai ritorni. Poi, un giorno, avete conosciuto anche loro insieme.

Nel giorno più importante, il vostro affetto permetterà agli Sposi di brindare a tutto ciò che hanno costruito con pazienza e amore e, soprattutto, a tutto ciò che ancora costruiranno.

E ovunque li porterà il viaggio, partiranno sapendo di avere con sé qualcosa che nessuna valigia potrebbe contenere: un piccolo pezzo del cuore delle persone che amano.
Da portare sempre con loro.
E sempre un po’ più oltre l’orizzonte.

RSVP

L’Ora della Decisione entro il 15 Aprile 2027

Belli mei,

🌊 Agiti, ca lu tiempu vola! Senza nci pensati ddo fiate: no faciti finta de gnenzi! No lassati cadire 'stu mmitu intra lu dimenticatoiu, ca poi ni tocca cu venimu e bi pigghiamu ti casa unu pi t’unu!

Cliccati, mena moi! Faciti li bravi, ca a quai ‘ndumamu lu focu e rinfrescamu lu mieru!.

⛰️ Putei!

La vostra presensa xe el regalo più beo che podemo recevar, e no vedemo l'ora de averve qua con noi altri par far un brindisi e festa insieme.

Però, intanto che spetemo a vostra conferma... Disé de sì, disé de no, basta che disé calcossa! Almeno savemo quante boteghe de vin dovemo tacar a metar in fresco! 🥂

Un strapasion de baci a tuti e... ve spetemo a brasa verte!

TRADUZIONE IN CORSO…DIALETTI DIFFICILI…SI PREGA DI ATTENDERE…

Carissimi amici e familiari,

Per aiutarci a organizzare ogni dettaglio e far sì che possiate godervi la giornata in totale relax, vi chiediamo LA GENTILEZZA di confermare la vostra presenza il prima possibile ed entro il 15 Aprile 2027. La vostra presenza è ciò che trasformerà questa giornata in una festa indimenticabile.

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Pochi passaggi per noi fondamentali

Vi preghiamo di compilare il modulo sottostante indicando i seguenti dettagli:

Grazie di far parte della nostra storia!

Con amore,
Chiara e Tommaso

I nostri contatti

Sappiamo che un viaggio in Salento richiede un po' di organizzazione e vogliamo che il vostro unico pensiero sia quello di divertirvi.
Se avete dubbi sulla logistica, sui pernottamenti o su qualsiasi altro dettaglio, non esitate a contattarci.